Gioielleria Padiglioni
Rimini, Lunedi 18 Dicembre 2017
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Glossario :

Brillantezza:

Luce bianca riflessa attraverso la parte superiore di un diamante. Se un diamante viene tagliato nelle giuste proporzioni, si avrà una maggiore riflessione della luce dalle faccette, con conseguente aumento della brillantezza.

Taglio a brillante:

Un diamante rotondo con 57 faccette. Questa forma e la disposizione delle faccette sono studiate per massimizzare la brillantezza, lo scintillio e la bellezza di un diamante.

Carato:

Unità di peso dei diamanti. È equivalente a 200 milligrammi o 1/5 di grammo. Tanto tempo fa in India si utilizzavano i semi del frutto del carrubo per misurare il peso delle gemme, per la rara proprietà di tali semi di avere tutti lo stesso peso. Oggi si pensa che la parola “carato” sia derivata da “carrubo”. Poiché sono sempre più rari, i diamanti più grossi costano molto di più delle pietre più piccole.

Colore:

Una scala su cui ci si basa per descrivere le sottili sfumature di colore di una pietra. La lettera D si riferisce alle pietre perfettamente incolori, le più rare e costose. Spostandosi lungo la scala normale del colore dalla D alla Z, le tonalità gialle e/o marroni aumentano progressivamente. Solo un osservatore esperto in condizioni di illuminazione particolari è in grado di vedere la differenza tra due livelli successivi (come E ed F). Comunque, molte persone, con un minimo di esperienza, sono in grado di vedere la differenza fra colori che lungo la scala distano fra di loro diverse lettere (come E e H). I colori “fantasia” (fancy) esulano dalla tradizionale scala del colore e vengono classificati a parte per quanto riguarda il colore e il prezzo.

Scala del colore

D= bianco eccezionale +

E= bianco eccezionale

F= bianco extra +

G= bianco extra

H= bianco

I-J= bianco leggermente colorito

K= bianco colorito

M, N-O, P, S-Z= colorito

Purezza:

Una scala su cui ci si basa per descrivere il livello di “imperfezioni” o “inclusioni”. I livelli di purezza comprendono:

IF= Internally Flawless. Nessuna inclusione interna visibile a 10 ingrandimenti da un occhio esperto. È il livello massimo di purezza, corrispondente alle pietre più rare e costose.

VVS-1= Very Very Small inclusion 1. Solitamente si tratta di un’unica piccolissima inclusione visibile a 10 ingrandimenti solo da un occhio esperto.

VVS-2= Very Very Small inclusion 2. Piccolissime inclusioni visibili a 10 ingrandimenti solo da un occhio esperto.

VS-1= Very Small Inclusion 1. Molto piccole inclusioni visibili 10 ingrandimenti.

VS-2= Very Small Inclusion 2. Diverse molto piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

SI-1= Small Inclusions 1. Piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

SI-2= Small Inclusions 2. Diverse piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

SI-3= Small Inclusions 3. Inclusioni visibili a occhio nudo solo da un osservatore esperto.

P-1= Included 1. Inclusioni visibili a occhio nudo.

P-2= Included 2. Molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza.

P-3= Included 3. Molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza e compromettono la struttura del diamante, rendendolo più fragile.

Nuvola: Un gruppo di piccolissime inclusioni all’interno di un diamante che provoca un effetto tipo “macchia”. Nuvole piccolissime non alterano il flusso luminoso ma molte nuvole possono diminuire la brillantezza.

Castone:

Una faccetta nella parte inferiore di un diamante. È preferibile avere un diamante con castone medio-piccolo. Se il castone è grande, si ha l’impressione che vi sia un foro nella parte inferiore della pietra, a causa dello sparpagliamento della luce. Se manca il castone, il diamante si può danneggiare con maggior facilità.

Taglio:

Utilizzato comunemente con riferimento sia alla forma di una pietra (rotonda, a goccia, ovale, ecc.) che alle proporzioni di taglio (le esatte proporzioni geometriche secondo le quali viene tagliato un diamante). Le proporzioni di una pietra sono il parametro più importante per valutare lo scintillio di un diamante, indipendentemente dalla sua forma. Taglio ideale: Diamanti rotondi perfettamente proporzionati (con profondità e tavola tali da creare il miglior compromesso tra fuoco e brillantezza). Questi diamanti presentano quasi sempre i massimi livelli di lucentezza e simmetria, evidenziando l’estrema cura riposta nella loro lavorazione. L’abilità e la perizia utilizzate per eseguire questo taglio permettono di realizzare un diamante di bellezza superiore. I diamanti “taglio ideale” sono normalmente molto più costosi di quelli tagliati diversamente.

Ciò è dovuto a tre fattori principali:

1) sono necessari più tempo e una maggiore abilità per tagliare un diamante con tale precisione,

2) sono pietre molto richieste, e forse, cosa più importante,

3) è necessario sacrificare una buona parte del diamante grezzo originale per ottenere le proporzioni ideali.

Taglio ottimo: Diamanti tagliati secondo proporzioni che corrispondono esattamente ai requisiti di profondità e tavola. Queste proporzioni fuori del comune massimizzano il fuoco e la brillantezza del diamante.

Taglio buono: Diamanti tagliati secondo proporzioni accettabili ma non ideali. Queste pietre presentano generalmente un buon livello di brillantezza e fuoco, e costituiscono gioielli di ottima qualità.

Taglio standard: Diamanti tagliati secondo proporzioni che si discostano da quelle ideali. Sono stati tagliati in modo da recuperare più peso possibile dalla pietra grezza a discapito del fuoco e della brillantezza. Nonostante siano meno costosi dei diamanti tagliati secondo un taglio ottimo o buono, non hanno la brillantezza e lo scintillio che ci si aspetterebbe da un diamante.

Taglio mediocre: Diamanti tagliati secondo proporzioni che li fanno apparire relativamente poco brillanti. Non raccomandiamo queste pietre per gioielli di qualità superiore.

Profondità: L’altezza di un diamante misurata dal castone (faccia inferiore) alla tavola (faccia superiore), diviso per la larghezza del diamante. La profondità è critica per la brillantezza e il fuoco di un diamante. Una profondità troppo bassa o troppo alta provocherà uno sparpagliamento della luce uscente dalla pietra, con conseguente diminuzione dello scintillio.

Eye Clean:

Un diamante che non presenta inclusioni visibili a occhio nudo, ossia senza difetti a occhio nudo. Questo è particolarmente vero per tutti i diamanti con un livello di purezza SI-1 o superiore.

Faccetta:

Le superfici piane levigate di un diamante. Ad esempio, un diamante con taglio a brillante rotondo è costituito da 58 faccette, quando si considera anche il castone.

Fuoco:

Luce colorata riflessa da un diamante. La luce bianca che passa attraverso una pietra viene separata nei colori dell’arcobaleno proprio come un prisma. Un buon fuoco si può ottenere soltanto con un taglio eseguito secondo ottime proporzioni. In commercio il fuoco viene talvolta chiamato “rifrazione” o più spesso “dispersione”.

Fluorescenza:

Scintillio, solitamente di colore bluastro che emana da certi diamanti quanto vengono esposti a luce ultravioletta. Si dovrebbe evitare una fluorescenza troppo forte. Una fluorescenza debole in genere non ha influenza sull’aspetto di un diamante. Alcuni clienti preferiscono pietre con una fluorescenza blu debole o moderata poiché questa può far apparire più bianco alla luce del giorno un diamante giallognolo, meno costoso.

Cintura:

La stretta striscia intorno alla circonferenza esterna di un diamante. Il gioielliere tiene di solito il diamante per la cintura. Le cinture possono essere grezze (sembrano smerigliate) o sfaccettate (levigate come il resto del diamante). Entrambe vanno bene poiché la differenza rispetto alla bellezza complessiva della pietra è minima.

Inclusione:

Una contaminazione presente in un diamante, ad esempio una macchia o un’irregolarità nella struttura cristallina della pietra. Le inclusioni comprendono le nuvole, le fratture, un altro diamante più piccolo all’interno del più grosso, un’inclusione di liquido, ecc. Le inclusioni possono essere visibili ad occhio nudo (normalmente le pietre con livelli di purezza SI-3 e inferiori) o sotto ingrandimento. Un minor numero di inclusioni significa un maggior livello di purezza, ossia una pietra di maggior rarità dal costo superiore.

Proporzioni di taglio:

La qualità della finitura e le proporzioni di un diamante lavorato. Buone proporzioni di taglio permetteranno di aumentare la brillantezza e il fuoco. Proporzioni mediocri diminuiranno lo scintillio e il fuoco a causa della diminuzione di luce nell’attraversare la pietra.

Padiglione:

La metà inferiore di un diamante, dalla cintura inferiore al castone sulla punta inferiore. Se il padiglione è troppo alto o troppo basso, si avrà sparpagliamento della luce, con conseguente diminuzione del fuoco e della brillantezza.

Punto:

Una misura di peso dei diamanti. Un punto equivale a 1/100° di carato. Un diamante che pesa 0,50 carati si dice che pesa 50 punti. Questo non si riferisce al numero di faccette.

Lucentezza:

Un modo di classificare la finitura esterna di una pietra. Il livello di lucentezza varia da mediocre ad eccellente. È fondamentale avere una buona lucentezza per massimizzare la brillantezza di un diamante, ma occorre un occhio esperto per vedere la differenza tra vari livelli di lucentezza. È normale avere faccette supplementari per rimuovere parte di una irregolarità, come nel caso delle tracce granulose, visibili solo con la lente d’ingrandimento o al microscopio.

Scintillio:

La combinazione di fuoco (dispersione) e brillantezza. La quantità di luce che viene riflessa da un diamante quando viene spostato. Talvolta viene indicato con “scintillazione”, specialmente dai vecchi commercianti, ma anche da noi.

Simmetria:

Una classificazione dell’uniformità complessiva del taglio di una pietra, che può variare da mediocre a ottima. Una simmetria mediocre inciderà sullo scintillio e sul fuoco di un diamante a causa della diminuzione di luce nell’attraversare la pietra. Raccomandiamo unicamente diamanti con un livello di simmetria da buono a ottimo.

Tavola:

La grande faccetta piana superiore di un diamante. Se la tavola è troppo grande o troppo piccola, il diamante non sarà ben proporzionato, a discapito del fuoco e della brillantezza. La tavola è critica per lo scintillio e il fuoco di un diamante.



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